Una serata dedicata alla cultura italiana, alla valorizzazione del territorio e al futuro del Made in Italy, con protagonisti della formazione, delle istituzioni e dell’informazione.
Lignano Sabbiadoro ha ospitato un importante momento di confronto dedicato all’eccellenza italiana, alla cultura del territorio e alla valorizzazione delle produzioni locali.
Nella prestigiosa cornice dell’Hotel Falcone, la presentazione del libro Cucina Liquida di Michele Piagno è diventata l’occasione per riunire personalità provenienti dal mondo della professionalità, delle istituzioni e dell’informazione.
Protagonisti dell’incontro sono stati Michele Piagno, Alessandro Cosolo, Mario Anzil e Dario Ronzoni, quattro figure che, attraverso esperienze e ruoli differenti, hanno contribuito a raccontare una stessa idea: l’Italia può tornare ai vertici valorizzando la propria identità, i propri prodotti e le proprie professionalità.
Michele Piagno: la cucina liquida come espressione del territorio
Al centro dell’evento Michele Piagno, autore di Cucina Liquida, professionista internazionale della miscelazione, ispettore della Federazione Baristi Italiani, ambasciatore del Made in Italy e docente.
Il suo libro propone una visione contemporanea nella quale il mondo della miscelazione incontra la cucina, la ricerca sulle materie prime e la cultura gastronomica.
Cucina Liquida diventa così uno strumento per raccontare un nuovo modo di interpretare il cocktail e il mondo del bar: non più soltanto una preparazione tecnica, ma una vera esperienza capace di raccontare territorio, cultura, creatività e identità italiana.
La filosofia di Piagno guarda al futuro partendo dalla materia prima e dalla possibilità di utilizzare sempre più prodotti italiani, valorizzando ciò che nasce nei nostri territori.
Alessandro Cosolo: professionalità e formazione per l’eccellenza italiana
Tra i protagonisti dell’incontro Alessandro Cosolo, Presidente della Federazione Baristi Italiani, che ha portato l’attenzione sul valore della professionalità e della formazione nel settore dell’ospitalità.
Il contributo della Federazione Baristi Italiani si inserisce in una visione precisa: l’eccellenza italiana deve essere sostenuta da competenza, formazione, qualificazione professionale e cultura del prodotto.
Il professionista del bar e dell’ospitalità può diventare un autentico ambasciatore del territorio.
Il barista non deve infatti limitarsi alla preparazione di una bevanda: deve conoscere le materie prime, saperle valorizzare e raccontare al cliente.
In questa prospettiva, formazione e territorio diventano due elementi fondamentali per costruire un modello italiano capace di competere anche a livello internazionale.
Mario Anzil: il ruolo delle istituzioni nella valorizzazione del territorio
Importante anche la presenza di Mario Anzil, Vicepresidente della Regione Friuli Venezia Giulia, che ha rappresentato la dimensione istituzionale dell’incontro.
La presenza di Anzil ha contribuito a rafforzare il dialogo tra professionalità, cultura, imprese, territorio e istituzioni.
Il Friuli Venezia Giulia dispone di un patrimonio straordinario di produzioni, tradizioni, competenze e materie prime che possono rappresentare un elemento strategico per la promozione del territorio.
Valorizzare ciò che viene prodotto localmente significa creare nuove opportunità per le imprese, sostenere le filiere e rafforzare l’identità del territorio.
Ma significa anche guardare al futuro.
La tradizione, infatti, non deve essere considerata qualcosa da conservare immutato: può diventare materia prima per l’innovazione.
Dario Ronzoni: raccontare l’eccellenza attraverso l’informazione
A documentare e raccontare lo scenario dell’evento anche Dario Ronzoni, giornalista Rai e con Tele Nord Est, che ha contribuito a portare l’attenzione sull’importanza della comunicazione nel valorizzare le eccellenze italiane.
Un territorio, un prodotto o una professionalità possono essere straordinari, ma hanno bisogno di essere raccontati.
La comunicazione diventa quindi parte integrante della valorizzazione del Made in Italy.
Raccontare il Friuli Venezia Giulia significa raccontarne i prodotti, le persone, le imprese, la cultura e le competenze.
Ed è proprio attraverso queste storie che l’eccellenza locale può diventare un patrimonio conosciuto anche oltre i confini regionali e nazionali.
Quattro protagonisti, una stessa visione
Michele Piagno, Alessandro Cosolo, Mario Anzil e Dario Ronzoni rappresentano esperienze differenti, ma durante l’appuntamento di Lignano è emerso un punto di incontro comune: la necessità di valorizzare ciò che l’Italia possiede.
Da una parte la creatività e la ricerca di Michele Piagno.
Dall’altra la formazione e la professionalità rappresentate da Alessandro Cosolo e dalla Federazione Baristi Italiani.
Il ruolo delle istituzioni con Mario Anzil.
E la comunicazione e l’informazione attraverso il lavoro di Dario Ronzoni.
Quattro prospettive che possono convergere verso un unico obiettivo: costruire e raccontare una nuova idea di eccellenza italiana.
Dal Friuli Venezia Giulia un messaggio per il futuro
Uno degli aspetti più importanti emersi dall’incontro riguarda la possibilità di utilizzare sempre più prodotti del territorio all’interno della ristorazione, della cucina e della miscelazione.
Ingredienti autoctoni, produzioni agricole, vini, distillati, frutta, erbe aromatiche e altre eccellenze locali possono diventare protagonisti di nuove esperienze gastronomiche.
Non si tratta soltanto di acquistare prodotti locali.
Si tratta di costruire una vera cultura del territorio.
Un professionista che conosce l’origine di un prodotto può raccontarlo. Un ristoratore può valorizzarlo. Un barista può trasformarlo. Un giornalista può farlo conoscere. Le istituzioni possono contribuire a creare le condizioni affinché questa filiera cresca.
È questa la logica di un Made in Italy contemporaneo, capace di unire tradizione e innovazione.
L’Italia deve tornare a essere protagonista
Il messaggio che arriva da Lignano è chiaro: l’Italia possiede un patrimonio immenso e ha tutte le caratteristiche per tornare a essere protagonista.
Ma per riuscirci è necessario valorizzare maggiormente i prodotti italiani, le professionalità italiane, la cultura e i territori.
Essere competitivi significa anche essere riconoscibili.
E la vera forza dell’Italia è proprio nella sua identità.
L’obiettivo deve essere quello di costruire prodotti ed esperienze che non siano semplicemente “italiani”, ma che siano immediatamente riconoscibili come espressione della cultura, della qualità e della creatività del nostro Paese.
Lignano come palcoscenico dell’eccellenza
La serata dell’Hotel Falcone ha quindi rappresentato un momento significativo per Lignano Sabbiadoro e per il Friuli Venezia Giulia.
La presentazione di Cucina Liquida di Michele Piagno ha permesso di mettere attorno allo stesso tavolo professionalità, istituzioni e informazione, creando un confronto sul presente e soprattutto sul futuro dell’eccellenza italiana.
Michele Piagno, Alessandro Cosolo, Mario Anzil e Dario Ronzoni hanno contribuito, attraverso i loro diversi percorsi, a raccontare una stessa ambizione:
valorizzare il territorio, utilizzare le sue eccellenze, formare professionisti sempre più preparati e raccontare al mondo la qualità italiana.
Perché il futuro dell’Italia può partire proprio da ciò che abbiamo già: la nostra cultura, i nostri prodotti, i nostri territori e le persone capaci di trasformarli in eccellenza.


